Buche di Roma

TUTTE LE (BUCHE DELLE) STRADE
PORTANO A ROMA

Roma, la città eterna(mente) afflitta dall’annoso problema delle buche. Così grave da essere stato inserito nel dossier della Difesa 2020-2022 come “emergenza nazionale”.

Ma quanti sono stati gli incidenti causati dalle buche nel 2020? Quotidianamente gli abitanti della città segnalano buche e voragini che si creano improvvisamente, causando non pochi disagi. Milioni e milioni di euro che finiscono per essere risucchiati da buchi neri di quell’universo cosmico che è Roma.

Un fenomeno che va avanti da anni e che – come altri – è passato in secondo piano con l’arrivo della pandemia. Ma le buche, a differenza delle persone, non si fermano e continuano a creare disagi. Tutte le buche portano a Roma perché ormai sono diventate un simbolo della Capitale, proprio come il Colosseo o piazza San Pietro.

Un pellegrinaggio che finisce per distruggere autobus, bloccare la viabilità e – purtroppo – causare anche morti. Spesso però, nonostante si senta parlare tutti i giorni di Roma e delle sue buche, non se ne conosce la portata né chi se ne occupa (o dovrebbe).

PERCHÉ ROMA È AFFLITTA DAL PROBLEMA DELLE BUCHE

Dopo anni e anni di “battaglia navale” in cui per ogni via ha corrisposto un “colpito e affondato” dei vigili urbani che arrivavano a chiudere un pezzo di strada con cartelli, striscie o mezzi di fortuna di vario tipo, si sono creati dei problemi e delle difficoltà sulla mobilità dovute proprio all’accumulo. Una lunga prima fase durata circa quattro anni in cui l’amministrazione «non ha toccato buca» – come dichiara il sindaco di Fiumicino Esterino Montino – quando invece le strade erano assolutamente in dissesto.

Proprio nel 2020 si è cominciato ad asfaltare: che non si sia intervenuto prima per colpa del traffico – diminuito grazie al lockdown? Ma in questa fase «l’asfalto era veramente superificiale, perché se tu fai interventi mettendo solo il tappetino d’usura a 3 cm, devi sapere che subito dopo le elezioni si aprono le buche, e quindi hai anche questo tipo di problema».

«SE RATTOPPI CONTINUERAI PER SECOLI
AD ANDARE DIETRO I RATTOPPI»

Perché durano giusto il tempo di una campagna elettorale (“che è quanto basta” potrà pensare qualcuno).

Perché non reggono, perché dopo un po’ di pioggia e qualche mezzo pesante la buca si riapre – diventando sempre più profonda. Inoltre «anche le aziende dei pubblici servizi come Enel, Acea, italgas, Telecom, che hanno la rete tecnologica sotto le strade per mettere i cavi, tutte le volte che ripristinano i cavi, fanno uno scavo in una strada. Ad esempio se devi mettere il gas minimo devi stare ad un metro di profondità: dopodiché riempi lo scavo […] con vari materiali, in particolare con calce e pozzolana. […] A questo punto non c’è dubbio che se rifai l’asfalto, senza alcuni accorgimenti precisi, tra una settimana li si creerà un avvallamento e l’asfalto di prima si comincierà ad aprire creando una buca, un avvallamento dove c’è stato l’escavatore che ha fatto il taglio per mettere lo scavo».

CIRCA IL 10% DELLE SEGNALAZIONI DEI CITTADINI RIGUARDA LE BUCHE
(SOLO A MARZO)

Uno stato di usura e di abbandono che ha portato a numeri di questa portata, facendo diventare il problema della manutenzione una priorità. E quello degli incidenti, dei feriti e delle morti un’emergenza.

Solo nel mese di marzo infatti, le segnalazioni riguardanti le buche sono del 10% circa tenendo a mente – quando si leggono questi dati – che non tutti i cittadini sono in grado di segnalarle perché non sanno utilizzare la piattaforma SUS (Sistema Unico Segnalazioni). Nonostante ciò per Roma non è un fatto secondario: il fenomeno ha comunque una sua dirompenza, una sua specificità e una forte attenzione da parte dei romani e da parte di chiunque.

LE SEGNALAZIONI DELLE BUCHE 2020-2021

Anno 2020

Anno 2021

E se a Roma la questione è stata presa «un po’ sottogamba», è diventata un’emergenza anche per un altro fattore: i comuni non hanno grandi disponibilità di soldi. Non è una novità – si dirà. E invece bisogna tenere presenti due cose: che mentre il rifacimento straordinario di una strada è possibile farlo con alcuni mutui (fondi che danno le banche e si possono restituire in 30 anni); la manutenzione ordinaria, invece, si può fare esclusivamente con la spesa corrente annuale. Motivo per cui la difficoltà è anche finanziaria.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE È LA MANUTENZIONE PROGRAMMATA

Che non va mai abbandonata proprio «come facevano gli antichi romani, che erano maestri» dice Montino. Ma bisogna avere ben chiaro il reticolo stradale, tenerlo sotto controllo in modo da sapere quando sono stati fatti degli interventi e come sono stati fatti, per poi dopo programmarli. Perché se si interviene solo sul tappetino dell’usura senza toccare il binder stradale (il livello sotto il tappetino dell’usura, che varia da 5 a 3 cm), il tappetino dopo un paio di anni va rifatto.

«Sulla Colombo non puoi fare un tappetino di usura di 3 cm, perché con quel livello di traffico molto pesante dopo un anno devi ritornare su quella strada con un altro intervento. E allora lo devi programmare, devi sapere che quella è una delle strade più intense per traffico e proprio per questo ha una resistenza specifica molto più bassa in termini di tempo rispetto ad un’altra strada»

«MA È LA TIPOLOGIA PEGGIORE
CHE PURTROPPO È RITORNATA IN AUGE»

Quella di avere il camioncino con un operaio con la pala, che butta un po’ di asfalto nella buca e magari invece di passarci il compattatore sopra, dà delle botte sull’asfalto caldo o – peggio – sull’asfalto a freddo. In questo modo, dopo appena qualche settimana la buca si riaprirà.

IL NUMERO DI INCIDENTI STRADALI E DI FERITI DURANTE LA PANDEMIA

Il 2020 è stato un anno particolare per il mondo. La pandemia da Covid-19 ha travolto la normalità a cui tutti erano abituati, con effetti anche sugli spostamenti delle persone. In Italia, i mesi di marzo, aprile e la prima metà di maggio sono stati caratterizzati da un lockdown totale, situazione che viene evidenziata anche dal numero di incidenti: mentre nei primi due mesi dell’anno il numero è in crescita per poi toccare un picco massimo di incidenti con un ferito (1766), a marzo si assiste ad una netta diminuizione degli incidenti in generale.

Dunque, può essere il lockdown la soluzione anche al calo degli incidenti causati dalle buche e delle segnalazioni, così da porre fine all’annosa questione? D’altronde se le persone non possono uscire di casa, non possono nemmeno cadere all’interno delle “fosse dei gladiatori”. E infatti – con un allentamento delle restrizioni – a cominciare da maggio sia il numero degli incidenti che quello delle segnalazioni ritorna a salire.

Conviene forse mandare tutti i romani “una vita in vacanza”? Dato che nel mese di agosto c’è stato di nuovo un calo dovuto appunto allo svuotamento della città per via delle vacanze estive.

INCIDENTI CAUSATI DALLE BUCHE NEL 2020

Eppure anche d’estate le buche continuano ad uccidere. È il caso di Elena Aubry morta il 7 maggio 2018 a soli 26 anni dopo aver perso il controllo della moto a causa dell'”asfalto sconnesso”. O di Luca Tosi Brandi – che di anni ne aveva 20 –, morto a dicembre dello stesso anno per un incidente simile.

«Nonostante sia stato chiesto il processo per omicidio stradale per i tecnici preposti al controllo, nulla o quasi è stato fatto per rimettere in sicurezza l’asfalto. Sono legale come parte civile in questi  due casi e sono rimasto sconcertato  dall’esito delle indagini, che hanno messo in luce come nulla sarebbe successo se le strade fossero state in regola. Ci troviamo così nella situazione di dover continuare a piangere la fine assurda di troppi ragazzi per cause che sarebbero evitabilissime se solo si rispettassero le normali procedure per ripianare l’asfalto. E il fatto più incredibile è che ciò accada non nel paesino più sperduto di una vallata, ma nella Capitale d’Italia»

Scrive l’avvocato Domenico Musicco, legale dell’associazione Avisl onlus (Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul lavoro e malasanità).

Nel 2020 gli incidenti causati dalle buche sono stati 143. Non tutti, infatti, riescono ad evitarle, nonostante le molte strade chiuse e gli slalom (fortunatamente per i soccorsi stradali e le officine meccaniche). La mappa dimostra che il problema delle buche è esteso in tutta la città e non è limitato a determinate aree. Un fenomeno infrastrutturale che si dirama proprio come il reticolo di crepe che si viene a creare nelle strade: il segnale che i tessuti si stanno allentando, proprio come l’amministrazione comunale di Roma. E se nel primo caso l’asfalto si stacca, cominciando ad aprirsi, cosa succede nel secondo?

COSA DICONO I ROMANI SU TWITTER?

Elaborazione della ricerca “buche roma” su Twitter, nella settimana 13-21 aprile

Basta farsi un giro sul social network per avere un’idea dello stato in cui si trova Roma. Tra meme, ironia e lamentele, si comprende che la questione delle buche è un problema che affligge Roma da anni e che viene associata, principalmente dai cittadini, a una inadeguata gestione della città da parte dell’amministrazione. Racconti social(i) che dimostrano come ci sia una percezione molto condivisa della gravità del problema. Motivo per cui parole come “soffrono”, “pericolose” e “salme” sono evidenziabili a colpo d’occhio: sottolineando che quello delle buche sia un problema serio, pericoloso e in grado di provocare danni irreparabili sia ai mezzi di trasporto che a chi ne è alla guida.

Una word cloud grigia che preannuncia temporali (nella speranza che non facciano saltare il catrame).

Perché è paradossale che nonostante tutte le strade portino a Roma, questa non faccia nulla per ripararle.

A cura di: Salvo Stuto, Luigi Calligari, Luca Pinna, Alessia Caccavale, Valentina Grillo

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